La mia avventura: Olimpiadi Rio 2016

Venerdì 29 luglio 2016 ore 19.00
> Rientro in camera dopo un pomeriggio di relax in piscina con la mia ragazza in un resort a pochi chilometri da Dubai e ritrovo il mio cellulare pieno di chiamate e messaggi. Cerco di trovare un nesso tra le varie persone ma non mi viene in me te nulla. Leggo un messaggio del mio allenatore che dice: “Ti devo parlare“. La faccina sorridente è un sollievo. Sicuramente sará qualcosa di bello. Ma sará davvero interessante da essere così urgente e ritrovarmi 20 chiamate e 10 messaggi?? Lo chiamò immediatamente e mi avvisa della convocazione alle Olimpiadi di Rio, se avessi voglia e piacere ad andare e nel caso cominciare le procedure per la partenza.
> È così, nel giro di 3 minuti mi ritrovo dal totale spensieramento del deserto di Dubai all’organizzazione di una Olimpiade con partenza 3 giorni dopo.
> Stavo trascorrendo una vera vacanza e per la prima volta non avevo con me racchette e materiale per scendere in campo. Sarei potuto partire direttamente da Dubai per Rio e invece borsone e racchette le avevo lasciate a casa in Italia.
> Alle 20.30 della stessa sera, la mia ragazza aveva organizzato una cena sorpresa a lume di candela in piscina con chef privato. Avrei tanto voluto rimandare di qualche ora le procedure di accettazione della convocazione per trascorrere la serata da favola che aveva orchestrato, ma capendo la situazione mi invitava a completare ciò che serviva per la partenza. In fondo era per una causa abbastanza importante.

> Torno quindi a Foligno per meno di 24 ore, nel quale ho il tempo di preparare la valigia, trascorrere qualche ora in campo ad allenarmi e parlare con i miei allenatori per organizzare al volo le settimane successive.

Tennis Rio 2016

Martedì 2 agosto sono partito per Rio con tantissimi altri atleti di altre discipline. All’alba della mattina seguente ci hanno accompagnato nel Villaggio Olimpico e io ho preso posto nell’appartamento con Seppi, Lorenzi e Fognini. Una situazione abbastanza inedita per me trovarmi a far parte di un gruppo nuovo e partecipare in questa competizione.

Il villaggio Olimpico é davvero grandissimo. Ci sono una quarantina di palazzi che ospitano tutte le nazionali. L’Italia divideva il Building F con la Romania e il Montenegro. Ai nostri lati avevamo la squadra Americana da una parte e la Nazionale Francese dall’altra. All’interno del Villaggio ci si muoveva a piedi se avevi la fortuna di essere vicino al capannone della mensa e della palestra, altrimenti c’erano autobus che giravano continuamente il perimetro per portarti nelle varie destinazioni.
> La ristorazione era decisamente di bassa qualità; un buffet 24 ore su 24 con vari tipi di cucina per tutti i gusti. D’altra parte, era una mensa enorme per sfamare tutti gli atleti e allenatori della manifestazione.

> Il villaggio ha 4 campi da tennis, 1 campo da calcetto, palestra completissima e tantissimo spazio per allenarsi all’aperto e per correre. Ogni mattina che andavo a fare colazione vedevo i maratoneti alle prese con la sessione di corsa, i velocisti con i loro allunghi, i pugili sferrare pugni e urla ad un ritmo pazzesco, giocatori di hockey su prato a provare gli schemi. Circa 10mila atleti di ogni nazione, cultura e disciplina a rincorrere il proprio sogno per una medaglia al collo.

> Il villaggio è completato da uno spazio riservato agli sponsor principali dell’evento,
> un Mc Donald gratuito a tutti gli effetti, un servizio lavanderia, parrucchiere e sala giochi. Un paese dei balocchi in miniatura.

Venerdì 5 agosto era il giorno della cerimonia d’apertura. L’evento per eccellenza di una Olimpiade. Un pomeriggio intero per raggiungere il Maracaná e prepararsi alla sfilata inaugurale all’interno dello stadio. Eravamo tutti coscienti della stanchezza che può dare una cerimonia del genere e infatti molti atleti che gareggiavano il giorno successivo hanno dovuto saltarla per evitare di compromettere la prestazione.

La mia Olimpiade tennistica ha inizio la domenica 7 agosto contro il Brasiliano Dutra Silva. Un giocatore esperto che si esalta davanti al suo pubblico. Io faccio una prestazione al di sotto delle mie aspettative e non trovo un rendimento efficace. Perdo 76 61 e la mia prima Olimpiade si conclude qui.
> Non so se avrò modo di far parte della squadra di Tokio 2020 ma questa di Rio sará esperienza che ricorderò sempre per il modo in cui mi sono trovato a farne parte nel giro di pochi minuti.